Workshop Ensuring the survival of endangered plants in the mediterranean islands - Catania 18-20 aprile
BG-SAR: pubblicato l’Index Seminum 2013
Manuali per gli orti botanici
La strategia nazionale per la Biodiversità
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Ecosostenibilità
Tutela della biodiversità vegetale in Sardegna
LA CONSERVAZIONE E GESTIONE DELLA DIVERSITÀ VEGETALE IN AREE HOT-SPOT IV Summer School di Dottorato (Seui, 17-21 Giugno 2013)
Progetto Ensuring the survival of endangered plants in the Mediterranean
Progetto CI.BI.TE.: Percorsi tra Conservazione, Biodiversità e Territorio.
Progetto Foreste vetuste in Italia
La città che vorrei
Progetto Ambienti Minerari
Progetto Molentargius-Saline
Progetto conservazione dendroflora della Sardegna
La rete Genmeda
AMP di Campo Carbonara
RIBES
Flora Sardo-Corsa
Progetto Gennargentu
Progetto Dune di Chia
La conservazione e gestione della Flora Sarda: dalla teoria alla pratica
Arte e Scienza
Progetto Life + Providune
Progetto Sardegna 03
Conservazione delle piante endemiche a maggior rischio d’estinzione della Sardegna
Conservazione ex situ e caratterizzazione tassonomica, ecofisiologica e genetica di specie minacciate della flora spontanea italiana.
Progetto BiodiverCity
Progetto Biodivercity: la Biodiversità in Città
Progetto realizzato con il contributo di
Introduzione
Le miniere della Sardegna hanno rappresentato per secoli una delle più importanti attività economiche dell'Isola, soprattutto nei territori del Sulcis-Iglesiente, dove i bacini minerari sono stati fra i più importanti dell'Europa occidentale.
Oggi le coltivazioni dei filoni metalliferi (Pb, Zn, Cu, Ag, etc.) sono del tutto cessate, soprattutto a causa della maggiore competitività economica dei distretti di altre parti del mondo. La dismissione delle miniere ha lasciato però sul territorio uno straordinario patrimonio di archeologia industriale, fatto di edifici residenziali e industriali, macchinari, scavi a cielo aperto, gallerie, etc. Si tratta di un'eredità di immenso valore storico, testimonianza di una parte importante del nostro passato. Tuttavia, accanto a queste preziose testimonianze, le attività estrattive hanno lasciato alterazioni sull'ambiente e sul paesaggio necessitanti di un pronto ed efficace recupero. Il gruppo di ricerca del CCB studia da anni le caratteristiche geobotaniche dei siti minerari dismessi, allo scopo di ricavare conoscenze utili per una progettazione ecologicamente corretta degli interventi di ripristino e risanamento ambientale previsti dall'attuale normativa.
Miniere e ambiente
Insieme agli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio, la gestione dei siti minerari abbandonati prevede anche importanti opere di risanamento ambientale. Infatti, malgrado il loro grande valore storico e culturale, le aree estrattive dismesse rappresentano un serio problema ambientale, in parte per le gravi ferite prodotte sul paesaggio, ma soprattutto per la presenza di materiali di scarto abbandonati in discariche grandi e piccole, di cui la Sardegna sud-occidentale appare oggi disseminata e che, in molti casi, costituiscono una seria fonte di rischio per la salute ambientale dei territori circostanti.
Le tipologie di questi materiali sono estremamente varie: sterili di miniera e di laveria, fanghi di decantazione ed elettrolisi, spesso eterogenei per composizione chimica e granulometria. Le discariche di sterili sono per lo più costituite da materiali grossolani che non hanno subito alcuna trasformazione dopo il processo di estrazione. Hanno una composizione chimica e tenori in metalli generalmente vicini a quelli delle rocce incassanti e, conseguentemente, il loro potenziale inquinante può risultare paragonabile a quello del fondo geochimico naturale. I depositi di scorie e fanghi derivati dai procedimenti industriali (mineralurgici e metallurgici) costituiscono invece pericolose fonti di inquinamento per i territori circostanti, in primo luogo per le acque, sia superficiali che profonde, ma anche per i suoli e, indirettamente, per le attività agricole e pastorali. In entrambi i casi l'inquinamento deriva principalmente dai processi di ossidazione dei solfuri, come la galena e la blenda, che producono una forte acidificazione del substrato rilasciando zinco e piombo liberi. Sono spesso presenti altri pericolosi inquinanti come mercurio, arsenico, cadmio, cromo, etc. Negli ultimi decenni la complessità della problematica ha portato all'interessamento di numerosi ricercatori, che ne hanno studiato gli effetti sulle componenti ambientali dei territori circostanti (Aru, 1993; Di Gregorio & Massoli Novelli, 1988), con particolare attenzione alla chimica delle acque superficiali (Fanfani et al., 1995, 2000) e di quelle sotterranee (Cidu et al., 2001; Cidu & Fanfani, 2002). Ambienti Minerari della Sardegna>> Le Attività del CCB >> Ricerche di Geobotanica >> Studi di Botanica Applicata >> Studi Cartografici >> Collaborazioni e Bibliografia >> Download pdf: Ambienti Minerari della Sardegna Scarica il Progetto Scarica Le Schede della Flora Scarica pubblicazione: Analisi multitemporale del paesaggio del distretto minerario di Monteponi (Sardegna sud-occidentale) Scarica pubblicazione: The vegetation of mining dumps in SW-Sardinia Scarica pubblicazione: La flora del distretto minerario di Montevecchio (Sardegna sud-occidentale) Scarica pubblicazione: Analisi della vegetazione del distretto minerario di Montevecchio (Sardegna sud-occidentale) Links esterni: Il sito di IGEA S.p.A. Altri siti sulle miniere della Sardegna Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna Sardegnaminiere.it Minieredisardegna.it Sardegne, esperienze turistiche locali - miniere Museo dell'arte mineraria di Iglesias Centro Italiano della Cultura del Carbone <indietro |