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I banchi termoriscaldati sono stati recentemente montati e sono in attesa di collaudo. Per un funzionamento ottimale è necessario modificare l'impianto di illuminazione, creare un sistema di areazione adeguato e montare i banconi su ruote che consentano di spostarli.
Durante il prossimo anno, verrà data la precedenza a tutte quelle entità in pericolo d'estinzione nella provincia di Cagliari e a quei taxa in studio od oggetto di analisi per progetti e collaborazioni con altri istituti di ricerca.

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I laboratori di ricerca sono localizzati nell'Orto Botanico presso la “Villa Chiappini” e negli spazi resi disponibili dalla realizzazione del nuovo muro di confine con l'Ospedale civile. In tali spazi vengono portate avanti tutte le ricerche di carattere floristico, biosistematico, geobotanico e cartografico. In futuro sarà necessario aumentare le superfici destinate a laboratorio per poter correttamente realizzare le analisi biosistematiche ed in particolare quelle collegate alla biologia molecolare ed alla micromorfologia.

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È professore ordinario di Botanica Sistematica e Coordinatore del Corso di Dottorato in Botanica ambientale ed applicata all'Università di Cagliari. Si occupa di conservazione della biodiversità vegetale dei sistemi insulari del Mediterraneo e le sue ricerche si sviluppano principalmente nei settori della biologia della conservazione, sistematica e geobotanica. E' autore di oltre 290 articoli scientifici e 10 volumi.

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La Banca del Germoplasma (BG-SAR) è una struttura della quale si è iniziato a parlare nel 1997. La scelta degli spazi è stata fatta in seguito alla firma della convenzione con la Provincia di Cagliari, ma solo di recente si sono ultimati i lavori di costruzione delle diverse strutture che la compongono.
Sono stati realizzati due laboratori, due locali per la preparazione del germoplasma e uno destinato alle strutture frigorifere che costituiscono la vera e propria banca, oltre ad una piccola serra con dei banchi termoriscaldati per la moltiplicazione e lo studio del materiale.
L'acquisto delle attrezzature è stato in parte reso possibile grazie ad un finanziamento del MIUR concesso per la creazione del CCB.
Per il completamento della struttura si rende necessaria la realizzazione del cavidotto per la linea elettrica e telefonica, l'acquisto degli arredi e delle pompe di calore, oltre che di un sistema antifurto

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Laureato in Scienze Naturali e dottore di ricerca in Botanica Ambientale ed Applicata, attualmente è ricercatore presso l'Università degli Studi di Cagliari; si occupa di biologia della conservazione in situ di habitat e specie, con particolare riferimento alle unità tassonomiche endemiche e minacciate di estinzione della Sardegna. Nell'ambito di tale tematica si occupa dell'applicazione del protocollo IUCN per i taxa minacciati della flora sarda.


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Laureato in Rilevatore di Ambienti Naturali e Dottore di Ricerca in Botanica Ambientale ed Applicata. Attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università di Cagliari. Si occupa di conservazione ex situ e studi sull'ecofisiologia della germinazione di specie endemiche minacciate di estinzione e di interesse conservazionistico della Sardegna. Recentemente si sta dedicando a studi riguardanti gli effetti del cambiamento climatico sulla germinazione di specie vegetali sarde.

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Laureata in Scienza Naturali e Dottore di ricerca in Botanica Ambientale ed Applicata, si occupa di conservazione in situ di specie endemiche minacciate della Sardegna, con particolare riferimento agli studi di popolazione, all'ecologia e alla biologia riproduttiva delle popolazioni periferiche.

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Laureata in Scienze naturali 2005 ha concluso la laurea specialistica in Rilevatore di Ambienti Naturali nel 2008 presso l'Università degli studi di Cagliari. Nel 2013 ha ottenuto il dottorato di ricerca in Botanica Ambientale e Applicata presso l'Università degli studi di Cagliari, discutendo la tesi dal titolo: “Biology and conservation status of Juniperus macrocarpa Sm. in Sardinia”.

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Laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università degli studi di Cagliari, ha concluso il Master in archeologia presso la Universidad Complutense de Madrid nel 2010 discutendo una tesi intitolata: El Registro Arqueobotánico en el yacimiento de Monte Meana Cerdeña durante el Bronce Inicial/Medio. Nel 2014 consegue il Dottorato di Ricerca in Botanica Ambientale ed Applicata presso l'Università di Cagliari.

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Laureato in Scienze Naturali con indirizzo Gestione e valorizzazione dei beni ambientali, naturali e museali. Nel 2016 ha consegutio il Dottorato di Ricerca in Botanica Ambientale e Applicata e il titolo di Doctor Europaeus presso l'Università di Cagliari.

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Laureato nel 2012 in Scienze della Natura (indirizzo in “Rilevamento e monitoraggio ambientale”) presso l'Università di Cagliari. Attualmente è dottorando in Scienze e tecnologie della Terra e dell'ambiente e si occupa di cartografia e analisi dei pattern di distribuzione dei taxa vegetali d'interesse fitogeografico.

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Laureata in Scienze Ambientali, attualmente è dottoranda in Botanica Ambientale e Applicata presso l'Università di Cagliari. Si occupa di studi di conservazione della biodiversità vegetale integrando attività ex situ ed in situ per specie della Direttiva Habitat (Direttiva n. 92/43/CEE).

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Laureata in Scienze Naturali e Dottore di ricerca in Botanica Ambientale Applicata con tesi dal titolo “Misure e strategie per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di specie aliene invasive della Sardegna”. Attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università di Cagliari.

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Laureata in Scienze Naturali presso l'Università di Cagliari, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Botanica Ambientale e Applicata e il titolo di Doctor Europaeus, oltre ad un Master in Europrogettazione.

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I campi per la conservazione ex situ sono posti alla base della scalinata dell'Orto e attualmente sono costituiti da un'area terrazzata divisa in tre settori, rispettivamente destinati alla piante sciafile o degli ambienti montani, a quelle che richiedono moderati quantitativi di luce e a quelle più eliofile e caratteristiche delle aree costiere.
Recentemente questi campi sono stati parzialmente sistemati creando degli accessi e delle scale che li mettono in comunicazione tra loro. In futuro sarà necessario provvedere al consolidamento dei muretti, alla messa a livello delle superfici terrazzate a all'ombreggio del campetto centrale.
Oltre ai tre campi per la conservazione ex situ, sino ad oggi sono stati gestiti dal Centro anche i due campi sperimentali posti a valle del settore dei deserti. In tale area attualmente sono conservate le entità moltiplicate per il progetto realizzato in collaborazione con la Provincia di Cagliari. Le esigenze per tali campi sperimentali sono determinate dalla necessità di rinvasare il materiale conservato in vaso e verificare la sua destinazione finale. Infatti, trattandosi di specie in gran parte arboree, non è possibile una loro conservazione in tali condizioni per un lungo periodo.

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Geologo, laureato nel 1998 all'Università degli Studi di Cagliari, è dipendente (attualmente in aspettativa per motivi  di studio) dell'Agenzia Forestale Regionale per lo Sviluppo del Territorio e dell'Ambiente della Sardegna (Fo.RE.STAS) dal 2001, dove si è occupato prevalentemente di antincendio, geomatica, cartografia  e GIS per la Direzione Generale.  

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Laureata in Archeologia nel 2009 e diplomata nel 2013 alla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Università degli Studi di Cagliari. Nel 2016 ha concluso il master internazionale di archeologia subacquea e marittima MoMArch-Master d'Archéologie Maritime et Littorale dell'università francese di Aix-Marseille. Ha partecipato a numerosi interventi archeologici terrestri e subacquei in Sardegna e all'estero. 

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Le Roccaglie della Biodiversità nascono dall'esigenza di creare degli spazi per la conservazione ex situ visitabili e quindi utili dal punto di vista didattico e divulgativo. In precedenza nell'Orto Botanico di Cagliari esistevano solo piccole aree destinate a tale scopo, oggi però la realizzazione delle roccaglie permette di veder rappresentati degnamente gran parte dei taxa della Sardegna per i quali è necessaria un'azione di conservazione.
La loro costruzione è iniziata nel dicembre 2001 ed è stata completata nel mese di febbraio 2003, hanno una estensione di circa 600 mq e sono divise in tre settori, uno calcareo, uno granitico ed uno metamorfico. La messa a dimora delle entità moltiplicate e di quelle attualmente in vaso è iniziata nel periodo autunnale del 2002 e si concluderà durante l'autunno del 2003.
Il progetto in futuro prevede un ampliamento di tali spazi in un area rocciosa contigua, oggi inutilizzata per l'elevata inclinazione del substrato. In tale zona si vorrebbe creare una roccaglia dedicata alle piante sciafile e, riutilizzando l'antica canalizzazione scavata nella roccia, una zona per le specie igrofile

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